Le banche etiche europee destinano il 98% dei prestiti a progetti sociali e ambientali e hanno una maggiore solidità patrimoniale e una qualità del credito migliore di altri istituti considerati tradizionali. È quanto emerge dal 9° rapporto sulla Finanza Etica in Europa presentato a Milano lo scorso 10 ottobre, documento che sintetizza l’andamento finanziario delle 26 banche etiche del Vecchio Continente appartenenti a Febea (Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative). Un gruppo che oggi gestisce più di 120 miliardi di euro di attivo (nel 2018 erano poco più di 51 miliardi) e contano oltre 90 miliardi di euro di depositi, dei quali il 67% (contro il 61% delle banche tradizionali) destinato al credito.
Ci siamo anche noi tra le quattordici organizzazioni della società civile italiana che hanno firmato la lettera promossa da Banca Etica insieme alla Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative (Febea), per chiedere a Commissione Europea e al Governo italiano un intervento urgente volto ad arginare gli effetti dell’uso arbitrario di sanzioni unilaterali degli USA. Una missiva denominata “Appello alle istituzioni europee e italiane sulle sanzioni estere” nella quale chiediamo risposte urgenti sulla necessità di proteggere persone, organizzazioni e banche europee dal sempre più frequente uso politico degli strumenti pensati per contrastare il terrorismo e la criminalità internazionali. Una visione già ribadita nel nostro precedente appello (qui l’articolo) a seguito della vicenda che ha coinvolto il collettivo Autistici/Inventati (A/I) e che le realtà del Terzo Settore possono sottoscrivere scrivendo una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Cercare di stare bene con sé stessi può sembrare un atto puramente individuale. In realtà, raggiungere un equilibrio che dia serenità interiore ha risvolti sociali non secondari. Una maggiore consapevolezza aiuta a capire più nel profondo i nostri reali bisogni e desideri inducendo a comportamenti più responsabili nelle scelte quotidiane che si rilevano spesso benefici per la collettività e l’ambiente. Un maggiore equilibrio emotivo aiuta molto anche ad avere relazioni sane con gli altri favorendo la partecipazione ad attività comunitarie tipiche dell’economia solidale. Ragioni che ci hanno indotto di riprendere il percorso dei laboratori di Sostenibilità Condivisa con un incontro dedicato proprio alla ricerca della nostra autenticità e unicità, “L’Io, il regista della mia vita”. A condurlo sarà Silvia Pinciroli, esperta di psicosintesi, metodo di autoformazione, educazione e psicoterapia fondato nel 1926 dallo psichiatra italiano Roberto Assagioli, volto allo sviluppo armonico e all'autorealizzazione dell’essere umano.
È ormai nota la vicenda che ha coinvolto il collettivo Autistici/Inventati (A/I)* ritenuto ‘terrorista’ dagli USA e che ha portato alla sua chiusura a causa del blocco dei conti correnti da parte di Banca Etica. Una decisione (qui la comunicazione) presa per il timore di incorrere nelle “sanzioni secondarie”, che implicano la cessazione di ogni servizio erogato da intermediari statunitensi: ciò implicherebbe per i clienti di Banca Etica l’impossibilità di utilizzare carte di credito e carte di debito (che oggi dipendono da un sostanziale monopolio di operatori USA) e di effettuare pagamenti in aree extra-euro per i quali sono necessari intermediari finanziari quasi sempre statunitensi. Un tale blocco operativo arrecherebbe, secondo la banca, un danno esiziale per la sua clientela e metterebbe a rischio la sua stessa sopravvivenza. Una decisione non condivisa dal collettivo A/I che ha intentato causa all’istituto di credito (qui l’articolo di Altreconomia).
Il 25 settembre mattina presso la Casa di Reclusione di Bollate si terrà la presentazione istituzionale della nuova unità lavorativa di sartoria e pelletteria della Cooperativa Sociale Catena in Movimento 2.0, in prossima apertura all'interno del 7° Reparto della II Casa di Reclusione di Milano Bollate.
C’è una finanza che sostiene le guerre investendo sulle armi, che favorisce i cambiamenti climatici con prestiti all’industria fossile o che supporta pratiche che generano migrazioni forzate e violazioni dei diritti umani lungo le frontiere. Poi c’è una finanza che rifiuta la speculazione e destina le risorse a progetti virtuosi per la Pace, l’ambiente, le persone e i territori. Il mondo che ci sarà dipende anche da come le persone usano il denaro. Un concetto noto dagli anni Ottanta con la nascita del consumo critico, ma con ancora molte zone d’ombra poco esplorate. A provare a fare luce sugli angoli bui è MAG2 con l’incontro al Nuovo Armenia del 16 settembre. Un appuntamento per fornire consapevolezza sulle conseguenze, spesso poco note, delle nostre scelte in tema di istituti di credito e di investimento.
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